Capire le emozioni dei cani, siamo davvero così bravi? Lo studio
cane-e-proprietario
Comportamento / Lifestyle

Capire le emozioni dei cani, siamo davvero così bravi? Lo studio

Chiunque viva con un cane è convinto di comprendere perfettamente il suo stato d’animo. Del resto, i cani sembrano saper leggere le nostre emozioni meglio di molte persone: riconoscono la nostra tristezza, percepiscono il nostro stress e sanno quando abbiamo bisogno di conforto. Ma siamo altrettanto bravi a capire loro?

Secondo uno studio pubblicato su Anthrozoös, la risposta è no. I risultati dimostrano che gli esseri umani si affidano più al contesto esterno che ai segnali reali del cane per interpretarne le emozioni. In pratica, tendiamo a proiettare le nostre idee sui sentimenti del cane, piuttosto che osservarne il comportamento in modo oggettivo.

Lo studio: cosa rivela la ricerca sulle emozioni canine?

I ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti in cui hanno mostrato video di cani in diverse situazioni:

  • Momenti positivi: il cane riceve un giocattolo o viene elogiato dal proprietario.
  • Momenti negativi: il cane viene rimproverato o si trova di fronte a un’aspirapolvere.

Successivamente, hanno manipolato i video in vari modi:

  • Alcuni partecipanti vedevano i video completi, con contesto e reazione del cane.
  • Altri vedevano solo il cane senza contesto.
  • Alcuni osservavano video alterati, in cui la reazione del cane era abbinata a un evento diverso (ad esempio, un cane che reagisce a un’aspirapolvere ma con la scena di un guinzaglio).

Il risultato? Oltre 850 partecipanti hanno valutato le emozioni dei cani basandosi esclusivamente sul contesto, ignorando i segnali reali del cane. Se vedevano un cane reagire a un’aspirapolvere, assumevano che fosse spaventato; se lo stesso video veniva abbinato a un guinzaglio, credevano che il cane fosse felice.

L’errore dell’antropomorfizzazione: umanizziamo troppo i cani

Secondo Holly Molinaro, autrice principale dello studio, il motivo di questa errata interpretazione è la nostra tendenza a umanizzare i cani. In pratica, proiettiamo su di loro le nostre emozioni, senza considerare il loro linguaggio specifico.

Questa distorsione può avere conseguenze significative nella gestione quotidiana del cane. Alcuni esempi comuni:

  • Il cane “colpevole”: torniamo a casa e troviamo un disastro. Il cane abbassa le orecchie e ci guarda con “senso di colpa”. In realtà, non si sente affatto colpevole: sta solo reagendo ai nostri segnali di nervosismo.
  • Il cane che “sorride”: alcuni cani mostrano i denti in un’espressione che sembra un sorriso. Molti proprietari pensano che stiano ridendo, ma potrebbe essere un segnale di ansia o sottomissione.
  • Il cane che vuole un abbraccio? Per noi l’abbraccio è un gesto d’affetto, ma per molti cani può essere fonte di disagio, perché limita la loro libertà di movimento.

Come leggere correttamente le emozioni del cane?

Per comprendere davvero il nostro cane, dobbiamo osservare il suo linguaggio del corpo e contestualizzare le sue reazioni senza pregiudizi umani. Alcuni segnali chiave da riconoscere:

Segnali di stress o disagio:

  • Sbadigli frequenti
  • Leccarsi il naso ripetutamente
  • Distogliere lo sguardo
  • Coda tra le zampe

Segnali di felicità e rilassamento:

  • Corpo sciolto e senza tensioni
  • Coda rilassata che si muove in modo fluido
  • Orecchie in posizione neutra
  • Espressione aperta con bocca leggermente socchiusa

Impariamo a osservare davvero

Lo studio dimostra che non siamo così bravi a leggere le emozioni dei cani come pensiamo. La prima cosa da fare per migliorare è ammettere i nostri limiti e smettere di proiettare su di loro emozioni umane.

Osservare, imparare e ascoltare il cane con un approccio più oggettivo ci aiuterà a costruire un rapporto più autentico e rispettoso. Dopotutto, capire davvero il nostro cane è il primo passo per renderlo felice.